Note biografiche

Nasce a Santomio (VI) il 31.08.1915 da Giuseppe e Sartori  Giuditta.

Da giovanissimo lavora nella piccola impresa paterna ma la passione per la pittura lo porta ben presto a frequentare una scuola serale di disegno e di plastica.

Dipinto regalato alla Pro loco S.Tomio da Gueri

 

A 21 anni entra all'Accademia Brera di Milano dove supera brillantemente i saggi di cultura e abilità artistica.

Inizia cosi la sua attività espositiva attraverso molteplici mostre personali in Italia e anche all'estero (Francia-Inghilterra-America-Australia).

Nel 1953 inaugura la galleria d'arte "Marguttiana", cui si aggiungerà nel 1981 la "Palladio".

La sua fluente barba canuta, oltre a caratterizzare i lineamenti del volto, delimitava un viso roseo, sempre aperto al sorriso e vivacizzato da uno sguardo penetrante e indagatore.

La sua versatilità d'impegno lo porta a essere protagonista in gioventù nel teatro e nell'allestimento di carri allegorici nel paese natio. Partecipa ad alcune trasmissioni televisive: Pronto Raffaella (1982) - Attività Culturali TG1 RAI (1983) - Sereno Variabile (1988) - Maurizio Costanzo Show (1989) interpreta il pittore Bellini in "Storia a Venezia" (1986) e partecipa al film Documentario di G. Salce "La vita di S. Antonio da Padova" (1991).

Muore tragicamente il 29.11.1991 nella sua bottega in Contrà Pasini a Vicenza.

 

La critica d'arte

G. Cossio (L'Avvenire d'Italia) (1953)

"Un altro lato della sua personalità si afferma nella forza espressiva dei suoi ritratti. Particolarmente dotato per trattare la figura riesce a cogliere il carattere... “.

 

G. Mugnone " Gueri da Santomio pittore" (1984)

"Dalle sagge accademiche traspose quindi il suo estro artistico alle tavolozze policrome, dedicando il meglio di sé alla composizione di ritratti e sopratutto di paesaggi vivi pulsanti, pieni d’idilliaca serenità, i rustici più abbandonati dei nostri colli, delle nostre contrade, ritrovano cosi una luce nuova e un nuovo colore, nella fusione e negli accostamenti cromatici vigorosi e marcati, oppure dolci e velati di una nostalgica tenerezza”.

B. Rebellato "L'Alto Adige" 28.9.1952:

"Come Caravaggio - si parla di licet - il pittore vicentino ha preferito ripudiare in arte il suo cognome vero per farsi alfiere del suo paese natio e quel nome portare alla ribalta delle cronache e nell'opinione pubblica. Non solo il nome, aggiungiamo noi che sulla punta degli abili pennelli sono rimasti il colore, la poesia, il senso riposante e dolce di quella terra distesa e opulenta, il clima e l'ambiente di un paese e di una campagna che sotto il sole caldo vivono multiformi e concreti".

F. Rizzetto " presentazione alla mostra di Fontaniva" 1984

"E' certamente uno dei più rappresentativi e caratteristici pittori veneti ed è maestro delle più varie tecniche espressive. Non si può non costatare in un pittore cosi eclettico e geniale come "Gueri da Santomio", la partecipe predisposizione a far rivivere nelle sue opere quel misterioso mondo interiore dove i sentimenti, il gusto per il bello e la bellezza della natura sembrano veramente trionfare in un tripudio vibrante di luci e colori, di tonalità morbide e delicate".

 

Da Il Giornale di Vicenza 27.06.90 pag. otto

"Vicenza con gli occhi di Santomio"

"Una bellezza che pare sempre nuova proprio nella musicalità dei colori vivi e caldi, qui sta il segreto dei quadri di Santomio. Quadri pieni di luce e di cose semplici che comunicano uno dei lati più tipici della nostra città e della nostra terra: la gioia di vivere".

 

 

Dati interessanti

Nel 1946 dipinge l'affresco della Crocifissione nella chiesa di Borgo Redentore (alla Vacchetta).

Nel 1947 dipinge il ritratto della Madre Moretta Giuseppina Bakhita, canonizzata nel 2000; immagine probabilmente utilizzata per i "santini" ricordo.

Nel 1950 dipinge l'affresco di S. Tomio, nell'oratorio dell'Immacolata.

Nel 1954 dipinge (a firma Grendene) un affresco sulla nicchia in Via Liston S. Gaetano, 8 a Malo.

L’8.9.1991 Papa Giovanni Paolo II mette la sua firma sul quadro di Gueri, che rappresenta il papa sotto il manto della Madonna di Monte Berico.

 

 

Fra i più noti compratori dei suoi quadri sono: il Conte Paolo Marzotto, il museo di Schio, la galleria privata Bevilacqua di Milano, il Duca di Windsor (casa reale inglese), editore Mondadori, la galleria d'arte Copenaghen, il direttore di una galleria d'arte di Parigi, Giuseppe Canestrelli (dal volumetto "Poeti, scrittori e giornalisti" di G. Mugnone.)

 

 

 

 


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